Sono al mio primo quadro serio dopo mesi scarsamente produttivi. Sono al quarto ascolto di “Funeral” degli Arcade Fire. Ogni volta che ricomincio a prendere in mano i pennelli, per fortuna c’è un album di qualche gruppo che comincio ad ascoltare compulsivamente durante la pittura. Siccome sono molto lento a portare a termine un quadro, vi lascio immaginare quanto mi lasci prendere da quella che sarà la mia colonna sonora per tutta la durata del lavoro e parlo di settimane.
Fin dagli albori della mia passione per la pittura ho sempre ascoltato tantissima musica, ma ne sono comunque stato sempre un folle fruitore, prima con un genere poi con l’altro, insomma ho spaccato le balle a parecchi vicini di casa, quando da adolescente pensavo che condividere i miei gusti musicali avrebbe giovato un po’ a tutto il vicinato. D’altronde, se qualla musica piaceva a me, era ovvio che dovesse piacere a tutti.
Ancora ci casco comunque, a tenere alto il volume.
La musica nelle orecchie sparata con le cuffie d’alta gamma che non mi fanno perdere nemmeno la sfumatura di un suono, suggellano una rapporto, tra i miei pennelli, i miei oli e le mie tele, che posso tranquillamente paragonare a passi di danza, infatti spesso la velocità con cui muovo tra i colori è dettata dal ritmo che mi isola da qualsiasi altro rumore.
Penso che la musica mi abbia salvato, tante volte, davanti al vuoto di una superficie bianca. Non smettete di essere curiosi di ascoltare qualsiasi cosa, qualsiasi.
Glazing at eye
(via TumbleOn)
“A man doesn’t dream about a woman because he thinks her ‘mysterious;’ he decides that she is ‘mysterious’ to justify...